Quali documenti occorrono per aprire un’attività online.

Adempimenti fiscali per avviare un ecommerceOgni anno sempre più aziende decidono di aprire un e-commerce per cercare di sviluppare e incrementare il proprio business. Avviare un’attività online è paragonabile ad avviare un’attività tradizionale, si differenzia solamente perché non ha uno spazio fisico, ma un indirizzo web. Bisogna, quindi, rispettare precise regole e seguire tutti gli adempimenti fiscali dettati dalle leggi vigenti, per non incappare in spiacevoli situazioni.

La nostra agenzia, che si occupa di creazione siti ecommerce, ci tiene sempre a informare, in fase di colloquio e preventivo, che aprire un’attività di ecommerce non significa solo realizzare lo strumento di vendita su Internet, ma anche seguire un iter burocratico, semplice, assolutamente prima di andare online: la comunicazione unica di avvio attività. Noi, su richiesta, ce ne occupiamo per i nostri clienti.
Ecco, di seguito, cosa occorre.

Codici Ateco per vendere online.

Prima di tutto occorre registrare una Partita Iva, se si tratta di nuova attività o variarla aggiungendo il giusto codice.
Ecco i codici attività Ateco più utilizzati per vendere online:

  • 47.91.10 – Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
    (Escluso quello di autoveicoli e motoveicoli)
  • 45.11.01 – Commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri
    (vendita di autovetture e autoveicoli via internet)

Altri codici dipendono dall’attività specifica che si intende avviare, meglio sempre chiedere al proprio commercialista.

La Comunicazione Unica.

Una volta aperta o variata la partita IVA dobbiamo effettuare la cosiddetta “Comunicazione Unica” attraverso il Registro Imprese della nostra Camera di Commercio. La Comunicazione Unica, fortunatamente, ci permette di assolvere a tutti gli adempimenti di legge richiesti per avviare l’attività di commercio elettronico, in un’unica pratica. Attraverso essa, infatti, invieremo le comunicazioni di avvio attività contemporaneamente a:

  1. Registro delle Imprese
  2. Agenzia delle Entrate (dove comunicheremo anche l’indirizzo del sito web e i dati del ISP (Internet Service Provider) obbligatori per identificarlo);
  3. INPS;
  4. INAIL (se abbiamo dipendenti);
  5. SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) al comune di residenza dell’attività.

Quanto costa la pratica di Comunicazione Unica per ecommerce?

Il costo della pratica varia in base al tipo di società commerciale che costituite. Se siete una Ditta individuale, ad esempio, il costo dei bolli è inferiore a quello sostenuto dalle società. Altro costo da prendere in considerazione è quello del Professionista a cui vi rivolgete per guidarvi nella compilazione o per svolgerla al posto vostro, mediamente le cifre richieste variano da 250,00 Euro minimo a 400,00 Euro massimo.
Spesso, ce ne occupiamo noi, gratis, della Comunicazione Unica, facendo pagare solo i bolli di legge.

I dati obbligatori da mostrare sul sito Web.

Una volta avviata l’attività e realizzato il sito, occorre mostrare, ben visibili in home page, dei dati obbligatori per l’identificazione del venditore:

  1. Nome, denominazione o ragione sociale, domicilio e sede legale
  2. Contatto telefonico ed email PEC
  3. Numero di iscrizione al REA (repertorio delle attività economiche) e capitale sociale (se siete una società)
  4. Numero di partita IVA

Oltre a mostrare i dati per l’immediata identificazione del venditore, occorre rispettare le normative vigenti sul commercio a distanza, rendendo visibili e chiari le nostre condizioni di vendita, di pagamento, di spedizione e reso della merce venduta. Oltre, ovviamente a rispettare la normativa sulla privacy e cookie, fornendo le relative comunicazioni di legge.

Adempimenti per vendere online all’estero

Le indicazioni fornite in questo articolo, valgono per il rispetto della legge sul territorio nazionale. Bisogna valutare altri adempimenti, come ad esempio l’iscrizione alla banca dati VIES (Vat Information Exchange System), se vogliamo vendere i nostri prodotti anche all’interno degli altri stati UE. Questi variano a seconda dalla destinazione della merce e dell’ammontare delle vendite per singolo paese estero. Se ci limitiamo alla vendita verso privati nel territorio comunitario, sarà sufficiente annotare, sul registro dei corrispettivi, gli importi giornalieri, applicando l’aliquota IVA Nazionale. In ogni caso, il commercialista sarà in grado di guidarvi nelle varie normative.

Consigli utili per evitare guai e sanzioni

Avviare un’attività di commercio elettronico ha molti vantaggi, si può avviare con costi ridotti rispetto a un’attività tradizionale, ma deve sempre e comunque rispettare regole e normative per non incorrere in guai e pagare costosissime sanzioni, a partire dal primo passo: la Comunicazione Unica.

Rispettate le normative su privacy e cookie, non inserite costi nascosti (es. supplementi su pagamenti con carta di credito), siate trasparenti con prezzi e promozioni.

Rivolgetevi a professionisti del settore, non improvvisate. Chiedete consiglio al vostro commercialista o rivolgetevi alla vostra associazione di categoria per svolgere le pratiche fiscali, che, sebbene semplificate, possono nascondere insidie se non si conoscono le varie terminologie usate.


Luigi Resta si occupa dal 2002 di creazione siti ecommerce a Modena e in tutta Italia con la sua Agenzia. Chiedi adesso una consulenza gratuita.