Email Marketing – Intervista

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Se vuoi aumentare le conversioni del tuo e-commerce e comunicare i valori aziendali “al cuore delle persone” senza annoiarle, l’Email Marketing non può mancare nel tuo business!

Per saperne di più abbiamo intervistato un giovane professionista in questo campo: Emanuele Consoli.

Emanuele è un Email Marketer che aiuta e-commerce ad aggiungere al conto dai 10k€ ai +100K€/mese scrivendo e disegnando email che trasformano i clienti in clienti-a-vita.

Ha da poco aiutato un e-commerce nella nicchia “mamme” ad aumentare del 20% il fatturato in 30 giorni con solo 2 sequenze di email.

Abbiamo chiesto a Emanuele di spiegarci quali siano queste 2 sequenze e come fare a crearle così da aumentare subito le conversioni.

Luigi “Emanuele, le 2 sequenze di email che hai usato sono utilizzabili da tutti i proprietari di e-commerce? E, soprattutto, quali sono?”

Emanuele “Certo, Luigi. Chiunque può utilizzarle, anzi, DEVE utilizzarle. Perché altrimenti sta lasciando sul piatto molti soldi e potenziali clienti. Queste 2 automazioni sono:

  • Sequenza di benvenuto che converte quante più persone possibili in clienti-paganti;
  • Sequenza di carrello abbandonato che riporta al checkout tutte le persone che (per un motivo o per un altro) l’hanno lasciato.

Solo queste 2 sequenze possono generare un aumento che va dal +10% (nel peggiore dei casi) al +25% di fatturato nei primi 30 giorni!

E sono diventate un must per ogni mio cliente”.

Luigi “Interessante. Ci sai suggerire qualche best-practice su come impostarle in modo efficace?”

Emanuele “Certo. 

Innanzitutto, si deve controllare che le email vengano consegnate in posta-in-arrivo e NON in promozioni o spam. Se le email finiscono in promozioni o (peggio) spam c’è un serio problema che va risolto, altrimenti le strategie non otterranno buoni risultati.

Se le email arrivano nella casella principale, allora si può iniziare a costruire la prima automazione:

La sequenza di benvenuto. Questa sequenza è formata da 7 – 10 email (dipende dal business). La regola principale da seguire qui (e in tutte le altre automazioni) è UNA: 

Scrivere le email come se parlassi a un amico al bar.

Le email sono il canale più diretto e intimo, è dove instauri un vero legame con i tuoi clienti, portandoli ad AMARE il tuo negozio.

E se invii email che pensano solo a vendere, ottieni l’effetto contrario. Le persone cestineranno le email e non compreranno. Questo perché il 90% delle aziende pensa solo a mandare una mail promozionale dietro l’altra.

Le persone sono stanche di questo compra-compra-compra quindi DEVI distinguerti. Altrimenti, soccombi. Semplice.

E ti distingui inviando email curiose e divertenti, scritte in modo amichevole.

Ora, nella sequenza di benvenuto l’email più importante è la PRIMA. Si chiama Welcome-Email e credimi quando ti dico che SE scritta seguendo una certa struttura, incollerà al negozio i clienti fino all’ultimo giorno della loro vita.

Trasformerà un cliente in cliente-a-vita che comprerà a ripetizione dal brand moltiplicando il suo valore nel tempo (la famosa LTV).”

Luigi “Una sola email può addirittura portare a comprare più volte una persona dal negozio da cui ha già comprato? Pazzesco. Mi parlavi della sua struttura. Qual è?

Emanuele “Sì, in pratica si divide in 5 parti:

  1. Introduzione e ringraziamenti. In questa parte si ringrazia il cliente di essersi unito alla newsletter. Semplice.
  2. Spiegazione della storia del brand. Qui bisogna comunicare la storia del marchio.
  3. Perché il marchio è diverso da tutti gli altri. Qui bisogna spiegare la cosa #1 che distingue il brand da tutti gli altri competitor. È una parte molto importante perché, se fatta bene, annienta letteralmente la concorrenza.
  4. Mission aziendale. Qui bisogna raccontare la missione dietro il brand. In altre parole, il perché fa quello che fa. Perché vende questi prodotti.
  5. Codice sconto. Questa è la parte dove si fanno i big-money. Semplicemente perché una persona, dopo aver letto i 4 punti iniziali, arriverà in questa sezione con un livello di fiducia così alto che appena vedrà il codice sconto non vedrà l’ora di comprare!

Tutto qui.”

Luigi “Interessante. Invece per le email che verranno inviate dopo la prima? Hai una strategia anche lì?”

Emanuele “Sì. Le email successive si possono dividere così:

  • Email di valore (1-2 Email) – queste hanno lo scopo di dare il massimo valore possibile al cliente. Valore che può essere un metodo su come difendersi in strada, oppure dei consigli su come cucinare velocemente, e così via.

    Quindi se un’azienda vende articoli d’abbigliamento, una buona email di valore darebbe dei consigli su come abbinare meglio i vestiti, o magari sui 3 trend più seguiti nella moda adesso.

Le possibilità sono senza-fine.

  • Pre-Framing Email (3 Email) – queste email hanno lo scopo di anticipare dolcemente le promozioni che andremo a fare.

    Magari facendo una domanda su un problema. O su una testimonianza. Oppure spiegando che l’obiettivo aziendale è quello di eliminare un problema che la persona sta vivendo.

    E possiamo decidere di affrontare ognuno di questi argomenti in ciascuna email costruita in modo logico rispetto alla successiva.
  • Email promozionali (2 Email) – queste email hanno lo scopo (ovviamente) di vendere i prodotti e generare quanto più fatturato possibile.

    Bene, per farlo qui lo stile che consiglio è il classico PAS (problem-agitate-solution).

    Si parte cioè dal problema della persona (o dal bisogno), si agita quella situazione marcando le difficoltà che quel problema lo porta ad affrontare ogni giorno, oppure si disegna una chiara immagine nella sua mente di come potrebbe essere la vita senza il problema, e infine si dà la soluzione.

E per soluzione voglio dire il metodo con cui eliminare quel problema o raggiungere la situazione ideale.

E solo dopo, posizionare il nostro prodotto come IL metodo per risolvere il problema o realizzare i propri desideri.

Ora, in tutto questo il copy la fa da padrone. Più il livello di copywriting è alto più le email saranno scritte bene e più convertiranno (aka più soldi nelle tasche dell’imprenditore).”

Luigi “Wow. Quindi si capisce che segue una struttura strategica, nulla è fatto a caso. Parlavi di un’altra sequenza, quella di carrello abbandonato. Puoi darci anche qui delle linee guida da seguire e come impostarla?”

Emanuele “Con piacere. La sequenza di carrello-abbandonato è tanto semplice quanto efficace. Anche questa segue un ordine logico. Consiglio di farla di 3-5 email.

E seguire UNA regola.

Se la regola che sto per svelare viene seguita alla lettera, ti garantisco che le conversioni aumenteranno drasticamente.

In pratica:

Nel copy delle email di carrello abbandonato si devono spiegare i BENEFICI del prodotto che si è lasciato al checkout, e NON le caratteristiche.

Forse non suona nuova come cosa, ma ti assicuro che tantissimi imprenditori dimenticano questo dettaglio importante.

Questo perché FA la differenza tra un’email che converte poco e un’email che converte tanto.

Parlando dei benefici, le email di carrello abbandonato di un mio cliente sono passate dal convertire l’1-3% al convertire il +10% delle persone, in 30 giorni.

E, come sempre, anche qui capisci l’importanza del copy.”

Luigi: “Posso immaginare. È un buon copy che ti fa distinguere dalle altre aziende. In quanti riceviamo ogni giorno montagne di email tutte uguali! Quindi ti chiedo: qual è la cosa numero 1 che dovrebbe fare un imprenditore per vendere con le email?”

Emanuele: “Ho già stressato troppo il fattore interazione? Ahahah.

Quello che molti imprenditori non capiscono è che le persone sono disposte anche a ricevere 2 email al giorno da te SE crei legame e fiducia nei tuoi confronti.

Perché, ricorda, Luigi, se le persone lasciano il loro indirizzo email è perché VOGLIONO conoscere di più dell’azienda. Ed è qui che un’azienda può affermarsi come leader di settore condividendo storie, esperienze, consigli, testimonianze… la lista è infinita!

Il mio consiglio è: Più date, più riceverete. Più c’è valore in un’email, più la gente si fida e più la gente si fida… più compra!

Quindi se un’email non vende bene, fatevi questa domanda:

“Quanto valore ho dato nell’email prima di promuovere il mio prodotto?”

Tutto qui.”

Luigi: “Mi hai convinto! Ti senti di dare altri consigli sull’email marketing?”

Emanuele: “Sì, ma non basterebbero 3 interviste, ahahah. 

Guarda, se hanno bisogno di un aiuto possono fissare una call gratuita con me dove vedrò da vicino la situazione e dirò esattamente cosa fare.”

Luigi: “Certo, immagino sia meglio così. Grazie, Emanuele.”

Se vuoi aumentare conversioni, clienti e brand awareness ti invito a visitare il suo sito e fissare una call con lui. Non costa nulla!


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